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Rinnovare la cucina senza ristrutturare: soluzioni rapide e di design

La cucina è una delle stanze più vissute, centrali e importanti di un’abitazione. E, oltre all’evidente importanza funzionale, è anche uno di quegli ambienti che riflette molto l’identità di chi abita quella stanza. Ecco perché arriva un momento in cui si sente il bisogno di volerla cambiare. Ma è possibile rinnovare la cucina senza ristrutturarla? La risposta è positiva. Sì, è possibile rinnovare la cucina senza toccare impianti, senza demolire piastrelle e, quindi, senza doversi trasferirsi per settimane. Vediamo come.

5 interventi per rinnovare la cucina

#1 Cambiare le ante

La struttura di una cucina, nella maggior parte dei casi, è robusta e può durare decenni. Quello che invecchia prima è la superficie, quindi le ante, il colore, le finiture. Sostituire solo le ante dei mobili, mantenendo la struttura esistente, è l’operazione con il rapporto qualità-impatto più alto tra tutti gli interventi non strutturali. Si sceglie il materiale, la finitura (opaco, lucido, laccato, effetto legno) e il colore. Il risultato visivo è quello di una cucina completamente nuova anche se la struttura rimane sostanzialmente la stessa. Parallelamente si può lavorare su un dettaglio, quello delle maniglie. Sostituirle, infatti, permette di cambiare la percezione tattile e visiva di un mobile. Il tutto spendendo veramente poco.

#2 Il paraschizzi come elemento di design

A proposito di dettagli apparentemente marginali, perché non intervenire sul paraschizzi? Quello che sembra essere solo lo sfondo di una cucina è in realtà una delle superfici più trascurate e al tempo stesso più visibili di questo ambiente. Lasciato invariato per anni, spesso mostra lo stile dell’epoca in cui è stato posato. Cambiarlo non richiede una ristrutturazione profonda, ma una scelta ragionata.

Oggi ci sono diverse opzioni disponibili soprattutto in termini di materiali. Si va quindi dalla resina al vetro retrolaccato, passando per le lastre in gres porcellanato sottile, le carte da parati lavabili specifiche per cucina e i pannelli in metallo effetto ottone o rame brunito. Ciascuna soluzione ha caratteristiche diverse in termini di pulizia, resistenza al vapore e alla temperatura, e ovviamente di stile. La resina, per esempio, offre continuità visiva e facilità di pulizia, mentre il vetro amplifica la luce e le lastre in gres sottile permettono di sovrapporre il nuovo al vecchio senza interventi invasivi, abbattendo i tempi di posa a poche ore.

#3 Lavorare sulla luce

Una cucina mal illuminata è una cucina che non funziona, indipendentemente da quanto sia bella. La luce in questo ambiente svolge tre ruoli diversi: funzionale sul piano di lavoro, d’atmosfera sul tavolo o sull’isola, decorativo sui pensili e sulle nicchie. Nella maggior parte delle cucine esistenti si lavora con un’unica plafoniera centrale che fa tutto. E solitamente anche male.

È possibile intervenire sull’illuminazione senza toccare l’impianto elettrico esistente è possibile grazie alle strisce LED a bassa tensione (applicabili sotto i pensili con un adesivo), ai faretti a batteria ricaricabile e alle soluzioni che si collegano semplicemente a una presa. La luce calda sotto i pensili, diretta sul piano di lavoro, cambia completamente la percezione dello spazio e rende la cucina più accogliente nelle ore serali.

#4 Il piano di lavoro

Il piano di lavoro è la superficie più usata e consumata di una cucina. Graffi, macchie di caffè, segni di coltelli, bordi scheggiati; dopo anni di uso quotidiano diventano inevitabilmente la normalità. Sostituirlo, senza toccare nulla d’altro, è un intervento che si esegue in una giornata.

I materiali disponibili spaziano dal gres porcellanato di grande formato (resistente, igienico, disponibile in infinite finiture) al quarzo composito, fino al rovere trattato per uso cucina o alle lastre in dekton. Le piastrelle a basso spessore in gres porcellanato, nate per i rivestimenti, si usano con ottimi risultati anche sui piani di lavoro. Lo spessore ridotto, infatti, ne facilita il trasporto e la posa, il peso contenuto non stressa la struttura sottostante e la resistenza ai graffi e alle macchie è eccellente.

#5 Colori e decorazioni

Uno dei modi più economici e tutto sommato semplici per rinnovare una cucina è intervenire sui colori. Non necessariamente su tutti i mobili, anzi. Dipingere solo i pensili superiori con una tinta diversa dai mobili bassi, per esempio, è una soluzione che rompe la monotonia cromatica e introduce profondità visiva senza stravolgere nulla.

Per scegliere la tonalità giusta senza sbagliare, il punto di partenza non sono i trend del momento ma la luce disponibile. Una cucina moderna con abbondante luce naturale sopporta e valorizza colori più decisi, dal verde salvia al blu notte, dal terracotta al grigio antracite. Una cucina piccola o poco illuminata ha bisogno di toni chiari che riflettano la luce disponibile, con variazioni cromatiche affidate agli accessori. Stoviglie a vista, un piano di lavoro con venature, una sospensione dal disegno riconoscibile: in una cucina la personalità può arrivare anche dagli oggetti, non solo dalle superfici fisse.

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