I termosifoni sono uno degli elementi più comuni all’interno delle nostre case e anche quelli che per molti aspetti negli anni, sebbene le alternative esistano, hanno conosciuto una minore sostituzione. Sia nelle case più datate che in quelle più moderne in ogni stanza troviamo almeno un termosifone che si occupa di distribuire il calore prodotto dall’impianto di riscaldamento (caldaia, pompa di calore, pannelli solari, eccetera). Anche considerando la loro longevità cronologica è utile e interessante scoprire come sono cambiati i termosifoni, come sceglierli e quali soluzioni alternative valutare.
L’evoluzione dei termosifoni: l’avvento dei termoarredi
Per come li conosciamo i termosifoni sono quei dispositivi realizzati da una serie di elementi collegati tra loro che, tramite la circolazione dell’acqua calda che avviene al loro interno, permettono di riscaldare l’aria circostante. Sono realizzati in ghisa, acciaio o alluminio e le differenze tra i materiali sono prevalentemente di inerzia e resa termica.
A partire dagli anni Ottanta e soprattutto Novanta si è iniziato a parlare di termoarredi. Sono sostanzialmente la versione moderna dei termosifoni e a differenza delle versioni classiche prestano maggiore attenzione alla dimensione estetica. L’attenzione crescente verso il design e l’eleganza degli spazi domestici ha reso necessario intervenire su questi dispositivi andando a sviluppare una serie di soluzioni più ricercate che, tramite forme, materiali e colori particolari consentono di valorizzare lo spazio nel quale sono inseriti. Senza apparire come un corpo estraneo che possa rovinare l’armonia estetica della stanza.
Come scegliere i termosifoni
A differenza di quanto avveniva in passato dove la scelta era limitata alle dimensioni e al numero degli elementi dei termosifoni, oggi i termoarredi offrono un’ampia scelta. Esistono modelli che si sviluppano in orizzontale o in verticale (come quelli “a scala” molto comuni nei bagni anche per poter essere utilizzati come attaccapanni).
I materiali utilizzati sono generalmente sempre la ghisa, l’acciaio, l’alluminio e l’ottone in quanto sono quelli che offrono le migliori caratteristiche per il riscaldamento. L’acciaio, per esempio, trattiene di più il calore dopo aver spento l’impianto di riscaldamento, ma è molto più costoso rispetto all’alluminio che si riscalda rapidamente ma altrettanto velocemente si raffredda.
Oltre all’aspetto prettamente tecnico dell’efficienza nel riscaldamento è importante considerare i diversi modelli disponibili. In termini di stile esistono termoarredi dal design minimal ma anche quelli dallo stile classico per ambienti più tradizionali. I termoarredi si distinguono anche per la fonte di alimentazione. Ci sono modelli idraulici (collegati quindi al sistema di riscaldamento domestico) così come quelli elettrici che si alimentano, appunto, con la corrente e non con l’impianto di riscaldamento. Esistono anche versioni ibride che, a seconda delle necessità, utilizzano l’una o l’altra fonte di alimentazione.
L’aspetto interessante dei termoarredi è legato anche alle funzionalità aggiuntive. Esistono infatti modelli con timer programmabili e regolatori di temperatura così da ridurre i consumi e gli sprechi e migliorare sia l’efficienza energetica che il comfort abitativo.
Le alternative disponibili
I termosifoni e i termoarredo sono una garanzia e una soluzione che offre il giusto compromesso tra efficienza, semplicità di installazione ed eleganza. Ma non sono l’unica soluzione cui fare riferimento. Tra le principali alternative segnaliamo l’impianto di riscaldamento a pavimento, i pannelli radianti, i ventilconvettori, le stufe e i riscaldatori elettrici a infrarossi.
L’impianto a pavimento ha il vantaggio di eliminare qualsiasi elemento visivo e consentire di riscaldare uniformemente a bassa temperatura l’intero ambiente. Si tratta però di un intervento che richiede di effettuare lavori strutturali per permettere l’installazione delle tubazioni e dei vari componenti sotto la superficie calpestabile del pavimento.
I pannelli radianti, che possono essere installati a parete o a soffitto, prevedono di riscaldare l’ambiente per irraggiamento. È una soluzione simile a quella degli impianti a pavimento e offrono un risparmio di spazio e una distribuzione omogenea del calore.
I ventilconvettori (o Fan Coil) sono sistemi che riscaldano l’aria tramite una serpentina attraversata da acqua calda e una ventola che distribuisce l’aria riscaldata. Hanno il vantaggio di riscaldare velocemente l’ambiente, ma può risultare meno confortevole anche in termini di silenziosità.
Un’alternativa molto affascinante è quella delle stufe e dei caminetti moderni a pellet o a legna. Sono soluzioni sostenibili e molto efficaci ma che necessitano di prevedere un’adeguata area di stoccaggio per conservare il combustibile (la legna o il pellet).
Infine i riscaldatori elettrici a infrarossi. In questo caso il calore viene emesso per irraggiamento andando a riscaldare direttamente le superfici e le persone e non l’aria. Sono ottimi per riscaldare ambienti specifici (come i bagni) ma non sono la soluzione migliore per le stanze regolarmente utilizzate in quanto consumano molta energia.











