Quando si parla di isolamento in ambito edilizio si è soliti fare riferimento quasi esclusivamente a quello termico ed energetico. Si tratta indubbiamente di un obiettivo da perseguire intervenendo sul cappotto termico, la qualità degli infissi e le possibili dispersioni, ma non è solo quello termico l’isolamento di cui occuparsi. È infatti indispensabile preoccuparsi e occuparsi anche dell’isolamento acustico.
Perché preoccuparsi e occuparsi dell’isolamento acustico
L’attenzione sull’isolamento acustico è legata a diverse ragioni. C’è innanzitutto una questione di comfort abitativo e tranquillità domestica. Una casa isolata acusticamente, infatti, anche se circondata da rumori (traffico, vicini rumorosi, attività commerciali, eccetera) è silenziosa e tranquilla e per questo accogliente e rilassante. Vivere in un’abitazione con queste caratteristiche assicura la serenità di non doversi preoccupare del camion della spazzatura che passa di mattina presto a raccogliere i rifiuti, del vociare dei ragazzi in cortile o di quel vicino rumoroso che non presta attenzione alle esigenze degli altri. Tutto questo ha un beneficio economico (sul valore dell’immobile) ma soprattutto sulla salute (dicendo finalmente addio a disturbi del sonno, stress e problemi di concentrazione).
Dobbiamo quindi occuparci dell’isolamento acustico e se non è una preoccupazione è utile che lo diventi.
Come migliorare l’isolamento acustico della propria casa
Per aumentare le prestazioni acustiche di un immobile esistono diversi materiali che si differenziano tra loro per le caratteristiche e l’efficacia (e ovviamente il costo). La principale distinzione in questo ambito è tra:
- materiali fonoisolanti – impediscono alle onde sonore di passare da un ambiente all’altro riducendo la pressione di una sorgente sonora
- materiali fonoassorbenti – assorbono e attutiscono le onde sonore migliorando l’acustica interna di un ambiente
Per isolare acusticamente una casa, quindi, è necessario analizzare bene quali sono le necessità di cui si ha bisogno e quali le caratteristiche tecniche dell’edificio nel quale intervenire. Esistono diverse tipologie di materiali isolanti cui fare riferimento: materiali isolanti minerali, materiali vegetali, materiali sintetici.
I materiali isolanti minerali (come la lana di vetro e la lana di roccia) sono disponibili come pannelli, materassini o rotoli che hanno dalla loro il vantaggio di essere resistenti all’umidità e alla muffa, generalmente economici, duraturi, capaci di sopportare un incendio e, aspetto non meno importante, biodegradabili. L’altro grande vantaggio di questi materiali è che oltre a offrire ottime prestazioni in termini di isolamento acustico sono utili anche per l’isolamento termico.
Anche i materiali vegetali (fibra di legno, sughero, canapa, lana di pecora) hanno buone proprietà di isolamento termico e si caratterizzano per resistenza, durevolezza e, soprattutto, sostenibilità. A seconda del tipo di materiale quelli vegetali vengono utilizzato per rivestire le pareti, specialmente quelle perimetrali, e per isolare la stanza dal fastidio del rumore provocato dal calpestio.
Infine i materiali sintetici (polistirene, poliuretano espanso) hanno il vantaggio di essere più economici rispetto agli altri e la possibilità di essere utilizzati più agevolmente, anche durante gli interventi di ristrutturazione, in quanto sono disponibili sotto forma di schiuma.
Nella scelta del materiale bisogna tenere conto sia dell’obiettivo che si deve raggiungere che della superficie sulla quale intervenire. L’isolamento acustico delle pareti, infatti, è diverso da quello del soffitto e del pavimento ed è necessario valutare attentamente la soluzione più efficace e conveniente per garantire alla propria casa (o luogo di lavoro) il silenzio e la tranquillità che merita.











